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| Radioterapia e stress ossidativo al Convegno Int. di Radiobiologia |
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Si è concluso a Sorrento il convegno internazionale di radiobiologia “From dosimetry to biological effect: radiobiology as guide to clinical practice in nuclear medicine” organizzato dall’Associazione Nuclear Medicine Discovery (Nu.Me.D.) e patrocinato, tra l’altro, dall’ENEA. Fisici, chimici, biologici, medici ed ingegneri provenienti da circa 30 diversi Paesi del mondo hanno disegnato l’attuale scenario, fatto di luce ed ombre, della Medicina Nucleare. Dalle diverse relazioni è apparsa evidente la comune esigenza di trasferire le conoscenze di base della radiobiologia nella pratica clinica, allo scopo di migliorare l’efficacia della terapia radiante e di ridurne, nel contempo, gli effetti indesiderati. A tal riguardo, non bisogna dimenticare che le radiazioni ionizzanti – oggi ampiamente usata in oncologia e in endocrinologia – hanno efficacia sulle cellule neoplastiche ma, purtroppo, anche una potenziale lesività sui tessuti sani ed un'intrinseca capacità di generare radicali liberi (vedi anche news Fukushima). In tal senso, l’intervento di Eugenio Luigi Iorio, presidente dell’Osservatorio Internazionale dello Stress Ossidativo, ha sottolineato la necessità di valutare, attraverso il d-ROMs Test, lo stress ossidativo nei pazienti sottoposti a radioterapia, al fine di individuare situazioni a rischio e procedere agli idonei interventi correttivi. Questi ultimi, sulla scorta di recenti studi eseguiti in Giappone, in Norvegia ed in Italia proprio con il d-ROMs Test, prevedono anche
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l’impiego di formulazioni naturali di documentata azione radioprotettiva, che vanno dalla vitamina C alle proteine da siero di latte, considerate precursori di uno dei più importanti antiossidanti intracellulari, il glutatione. Secondo il ricercatore salernitano il futuro della terapia del cancro sarà sempre più legato allo sfruttamento delle capacità citocide delle specie chimiche reattive nelle cellule tumorali, mentre agli antiossidanti, nel contesto di un corretto stile di vita, sarà riservato un ruolo, non meno importante, nella prevenzione primaria dei tumori e nel controllo degli effetti collaterali dei trattamenti convenzionali.